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nata aTorino, toscana di adozione, vivo a Montignoso, provincia di Massa Carrara. Per necessità lavoro nel settore del turismo, ma l’altro mestiere, quello vero, è scrivere, attività che avverto quasi come un bisogno primario. Ho 5 libri editi, alcuni dei quali giunti alla seconda edizione. Mi occupo anche di volontariato essendo segretaria di uno sportello d'ascolto anti violenza. Sono appassionata di viaggi,di tango, adoro il buon vino e il buon cibo ma divoro soprattutto libri e film in bianco e nero. SITO INTERNET: www.simonabertocchi.it

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sabato 12 maggio 2012

Le maschere e l'umorismo pirandelliano (di Simona Bertocchi)

Un personaggio, signore, può sempre chiedere ad un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”.
(Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)

La linea tra l’essere e l’apparire, tra la forma e l’essenza, tra la persona e il personaggio è il tema predominante nelle opere di Luigi Pirandello.

Pirandello visse a cavallo tra due secoli assistendo appieno alla crisi che avviene ogni volta che la storia porta si affaccia con incertezza su una nuova epoca .

La maschera per Pirandello rappresenta proprio quel tipo di società che noi abbiamo poi adattato alla nostra. Lo scrittore vuole descrivere  il volto sfaccettato del genere umano: tutti indossiamo una maschera, alcuni con fatica, altri con maggiore naturalezza. Ognuno deve adattarsi alle situazioni che la vita impone e scegliere nel mucchio la copertura più adatta.

L’esempio perfetto della maschera pirandelliana è: “Uno, nessuno e centomila”, qui l’autore  è alla disperata  ricerca dell’identità dell’individuo, ne traccia gli aspetti, la gestualità, la psicologia fragile, la difficoltà di comunicazione con gli altri.
Il contrasto tra l’essere e l’apparire è fortemente contrastato, eppure è la vita stessa ad imporre una maschera per entrare a contatto con gli altri e fare parte di un insieme.  Non si può essere madre e amante usando la stessa maschera, non si può gestire un colloquio di lavoro e una chiacchierata tra amici allo stesso modo.
Tutto questo non sembrerebbe così grave, se non fosse che spesso come si mente in società, allo stesso modo si inventano menzogne a noi stessi.
La raccolta "Maschere nude" vuole, invece, togliere ogni maschera e portare in superficie solo il vero volto delle persone , determinando così  la vera natura salvo poi scoprire che molti non hanno una forte identità , ormai assuefatti dalla maschera.

Già nel 1904 si avverte uno stile imperniato di umorismo e ironia nelle opere di Pirandello, primo esempio ne è “Il fu Mattia Pascal”, successivamente, nel 1908, lo scrittore compone un volume intitolato proprio “L’umorismo”.
E’ un’epoca in cui romanticismo e positivismo si scontrano, l’autore critica l’esasperazione della verità oggettiva e della scienza come unica fonte attendibile, mentre del romanticismo attacca il fatto che tutto sia centrato sul soggetto e sul sentimentalismo.
La ricerca dell’equilibrio è la meta da cercare , ma, essendo la condizione tra i due secoli totalmente priva di equilibrio, non rimane che usare l’ironia e l’umorismo, armarsi di maschere e riparare la vera identità dalla ferocia della realtà.
Vivere nell’illusione è la sola salvezza, serve inventare nuove realtà  e personalità in cui ripararsi per non essere sconfitti dalla società. Più la persona è debole , o insicura, più ha bisogno di essere un personaggio.
L’illusione in cui si vive, però, viene tradita dall’umorismo che la “smaschera” e mostra il lato fragile dell’individuo, la sua essenza.
L’umorismo vuole dimostrare che la vita non ha un senso compiuto, le illusioni e gli ideali che l’individuo si pone sono demoliti dalla vita stessa. La forma soffoca l’istinto, reprime le passioni pure, la creatività senza dighe, la fantasia, la favola L’individuo spesso fatica a recitare la sua parte, si muove nelle contraddizioni, nei dubbi, nel ridicolo.

Simona Bertocchi



15 commenti:

  1. non so come rispondere alla ragazzina di 13 anni che mi ha scritto in privato. Sono felice che questa relazione ti sia servita, serviti pure nel mio blog se trovi altro di interessante.
    BUONA VITA

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  2. Bello il suo commento sulla contrapposizione maschera/volto, essere/apparire, rinunciare ad essere per poter apparire, rinunciare alla propria lucidità accettando allo stesso modo la follia come perdita di identità sociale.
    Ho avuto ulteriori chiarimenti sulla visione del mondo Pirandelliana e sul sentimento del contrario. Grazie

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  3. ciao Martina, felice di avere scritto un post di interesse.
    Siamo tutti "uno, nessuno, centomila" e siamo così abituati, e spesso obbligati, a coprirci con una maschera, che capita di dimenticarci di toglierla, aderisce al nostro essere, si fonde con l'apparire.
    un caro saluto :)

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  4. premetto che Pirandello è uno degli autori che preferisco, complimenti davvero per il tuo blog!

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    1. complimenti a te per amare oggi uno scrittore del passato come Pirandello , hai notato quanto sia lui, sia Calvino siano incredibilmente attuali :)
      sono felice che ti piaccia il mio blog, ci metto il cuore, i sogni e qualche urlo.:)

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  5. Salve. Sono uno studente di un Liceo dell'ultimo anno e in tesina porto i social network. Avrei intenzione di fare un collegamento con Pirandello e le maschere parlando delle maschere che ognuno di noi mette in mostra sui social, fornendo di sè l'immagine migliore possibile. Penso che uno nessuno centomila potrebbe essere inerente, ha dei suggerimenti ?
    GRAZIE MILLE

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  6. Sono contenta di interagire con tanti studenti appassionati di Pirandello. "Uno, nessuno,centomila" è assolutamente attinente al tema della maschera, sotto la maschera può non esserci nessuno o possono esserci tante personalità, tante vite in una, tutto esprime la crisi dell'individuo che intacca la sua individualità.
    Buona vita, Riccardo :)

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  7. Salve Simona! Sona una studentessa dell'ultimo anno e nella mia tesina porta le maschere come simbolo di liberazione e simbolo di prigione. Le maschere come prigione avevo pensato alle maschere pirandelliane, la società che imprigiona l'uomo e lo costringe ad indossare una maschera e volevo collegarci uno nessuno e centomila. Non se va bene il termine prigione, puoi darmi qualche suggerimento? grazie mille!

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    1. anche io porto le maschere alla tesina :) ahahahah
      Buona fortuna!
      Lorenzo

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    2. evviva i pirandelliani allora.
      Alla stedentessa dico che prigione rende l'idea, la costrizione di essere recluso in una società che non sentiamo nostra, l'impotenza che spesso abbiamo quando ci muovono i fili e ci mettono in bocca le frasi da dire.
      In bocca al lupo ragazzi e per qualsiasi aiuto scrivetemi :)
      Simona Bertocchi

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  8. "Qui potrete camminare scalzi, togliere il trucco, stare in silenzio o tirare un urlo. Qui potrete passarvi i pensieri e dare il giusto peso alle parole. Fuori il mondo procede nella direzione opposta, questa è una piccola isola che non c'è."
    Questo si che è parlare.
    Complimenti, Lorenzo

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  9. Grazie Lorenzo, già dare il giusto peso alle parole potrebbe fare la differenza , se poi lo si fa senza trucco allora potremmo cominciare a migliorare molte cose.
    Se ci sono argomenti che vi interessano fatemelo sapere che provo a trattarli.
    un sorriso
    Simona Bertocchi

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  10. Complimenti, bel lavoro!!! mi è molto utile per l'esame che devo affrontare tra qualche giorno!!! brava!brava

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    1. sapere di essere stata utile per un esame è puro godimento :) grazie ragazzi !

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