all'isola del cinema per incontro sul romanzo storico

all'isola del cinema per incontro sul romanzo storico
Simona Bertocchi all'isola del cinema Roma

Informazioni personali

La mia foto
Simona Bertocchi è nata a Torino, toscana di adozione, vive attualmente a Montignoso, provincia di Massa Carrara. Lavora nel settore del turismo, ma l’altro mestiere è scrivere, attività che avverte quasi come un bisogno primario. Al momento ha 6 libri editi, alcuni dei quali giunti alla seconda edizione. Tanti i media che si sono occupati della promozione e recensione delle sue pubblicazione dalle testate giornalistiche, alle radio, alle televisioni nazionali e locali. Si occupa anche di volontariato essendo segretaria di uno sportello d'ascolto anti violenza. E’ appassionata di viaggi, di letteratura e di tango (che balla da qualche anno) Organizza e conduce salotti culturali e letterari in Toscana in collaborazione con importanti associazioni culturali, case editrici e librerie. SITO INTERNET: http://www.simonabertocchi.it

Visualizzazioni totali

Lettori fissi

martedì 2 aprile 2013

Il mio intervento al forum femminile "IO MI MANIFESTO" sala Garibaldi - Comune di Carrara

Ero tra le relatrici del forum contro il femminicidio. “IO MI MANIFESTO” nella sala Garibaldi del Comune di Carrara il 7 marzo 2013 . Organizzato dal Comitato DIANA.
Il tema a me richiesto è stato: " La donna nella cultura" . Questo è stato il mio intervento.


"La donna nella cultura" è un tema troppo vasto e difficile per parlarne in così poco tempo. In passato a noi donne è stato impedito di conoscere, di scrivere, di leggere testi che gli uomini dicevano non essere adatti a “creature fragili”, in poche parole ci veniva rifiutata la cultura. Se si pensa che i testi scritti da donne iniziano ad avere un minimo di notorietà dal XVIII secolo, abbiamo dimostrato di avere tanto da dire !
La parola è un’esigenza che non si può imbavagliare. Eppure la parola autorevole,quella che fa accedere al dibattito, alla decisionalità ci è stata vietata per tantissimo tempo, ancora adesso, a dire il vero, facciamo fatica a farci ascoltare. La donna che ha osato varcare quella porta è stata per molto tempo confinata in luoghi governati dal silenzio e dalla follia. Le più fragili hanno accettato il silenzio e la rinuncia, altre, quelle incontrollabili, le dissidenti hanno conosciuto le pareti della clausura, dei collegi, dei manicomi. Scrive Isabel Allende nel suo libro “La figlia della fortuna”: Non c'è niente di più pericoloso del demone della fantasia acquattato nell'animo femminile.
Non è facile imparare a usare e dosare il linguaggio dopo anni di bavaglio.
Scriveva Virginia Wolf in “Una stanza tutta per sé” : Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero e intrappolato nel corpo di una donna?
In passato si è messo in dubbio persino l’interesse artistico della donna, la sua passione per l’arte e la letteratura è stata considerata un capriccio personale, un bisogno di evasione dovuto all’incapacità di affrontare la vita reale.

Nell’impostazione morale e di pensiero di quel tempo, la pazzìa di queste donne fuori dagli schemi, e la loro reazione a chiudersi in un mondo parallelo fatto di silenzi e malinconia, rappresentava la normalità .
Abbiamo avuto tantissimi esempi nella letteratura di personaggi femminili ritenute folli: la Marianna di “La lunga vita di Marianna Ucria” di Dacia Maraini;la Assunta dell’ “Onorevole” di Sciascia; Fosca della Fosca di Tarchetti, una donna simile alla 'gna Pina di Verga, folle per il desiderio lussurioso nonostante la sua malattia fisica ( folle e gracile ). La parola lentamente viene usata e sfruttata anche dalla donna, ma è la scrittura, che rende valida la parola e le dà effetto e memoria, la scrittura sarà per noi la più rivoluzionaria delle conquiste. La scrittura ci identifica, rivela il nostro essere, dà forma al grido che abbiamo dentro.
Oggi siamo tornate al punto di partenza , oggi che abbiamo la parola non facciamo più notizia né scandalo, anzi, la donna che scrive fa tendenza. Essa può affrontare ogni argomento, ogni tematica da sfumare con i colori delle donne.
Potrebbe sembrare una situazione ideale. Ma è veramente così?
Tutto è cambiato, niente è cambiato, continuiamo a fare fatica a farci ascoltare, dopo le battaglie più imminenti da portare avanti, dobbiamo ancora far capire che meritiamo aiuto, rispetto.
In una società basata sull'uso della forza e l’esibizione del potere, il cui accesso è quasi sempre nelle mani dell’uomo, l'immagine che i media offrono della donna è particolarmente falsata. La donna deve mostrare la propria fragilità e accettare compromessi per ottenere la degna considerazione e i dovuti diritti.
La nostra lunga battaglia culturale ci ha portate oggi a poter scrivere libri sul femminicidio, questo recentissimo neologismo, tristemente diffuso anche nel nostro paese con riferimento alla strage delle donne di Ciudad Juarez, in Messico. “Femminicidio”, così la sociologa Diana Russel, ha, per prima, nominato una “categoria criminologica”, di cui ci parla anche la giurista Barbara Spinelli nel suo libro intitolato appunto “Femminicidio”.
Femminicidio è la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna "in quanto donna", perché non rispetta il ruolo sociale impostole.
E una denuncia si può considerare anche il libro di Dacia Maraini “L’amore rubato”, Dacia parla degli otto racconti raccolti nel libro, strutturati sul tema della violenza sulle donne e ricostruiti sulla trama di storie vere e episodi di cronaca.
Altro testo che parla di una violenza ancora più inaudita perché esercitata sui minori è quello della nostra giornalista locale Angela Maria Fruzzetti “ Non dire niente a nessuno” che ho avuto l’onore di moderare a fine novembre nella giornata contro la violenza a Palazzo Ducale a Massa.

Ci saranno a questo forum altri interventi, ci addentreremo nel terreno della politica, dei diritti, delle leggi che ci tutelano. Ecco, fino a quando non ci sarà una rete, ben funzionante, alla quale aggrapparsi salde e sicure in caso di pericolo.... tutti i nostri sforzi di ribellione e sdegno potranno sembrare inutili .
Abbiamo la parola adesso e la forza che sta nella parola è l’arma più potente, tutto, però, dipende dall’uso che ne facciamo.

Simona Bertocchi


Nessun commento:

Posta un commento