all'isola del cinema per incontro sul romanzo storico

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Simona Bertocchi all'isola del cinema Roma

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Simona Bertocchi è nata a Torino, toscana di adozione, vive attualmente a Montignoso, provincia di Massa Carrara. Lavora nel settore del turismo, ma l’altro mestiere è scrivere, attività che avverte quasi come un bisogno primario. Al momento ha 6 libri editi, alcuni dei quali giunti alla seconda edizione. Tanti i media che si sono occupati della promozione e recensione delle sue pubblicazione dalle testate giornalistiche, alle radio, alle televisioni nazionali e locali. Si occupa anche di volontariato essendo segretaria di uno sportello d'ascolto anti violenza. E’ appassionata di viaggi, di letteratura e di tango (che balla da qualche anno) Organizza e conduce salotti culturali e letterari in Toscana in collaborazione con importanti associazioni culturali, case editrici e librerie. SITO INTERNET: http://www.simonabertocchi.it

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domenica 18 marzo 2012

SHAKESPEARE VIVE NEL TEATRO DELLA VITA di Simona Bertocchi

di Simona Bertocchi

La genialità di Shakespeare sta nel fatto che ha saputo analizzare i moti dell'anima  e del pensiero e li ha resi eterni, al di là delle epoche.  I protagonisti delle sue opere sono incredibilmente attuali, la sua continua ricerca del progresso, dell’evolversi, pur mantenendo saldi i valori e le tradizioni, lo rendono unico. Cambia il contesto, ma l’animo umano fatto di passioni, emozioni, paure, disillusioni non muta . Nei suoi personaggi è celato l’universo di ogni uomo.
L’ingordigia, la superbia, la sete di potere, i tradimenti, la passione incontrollata, la gelosia, la follia. Tutto turbina dentro le sue storie. Racconti di un'altra epoca ma così attuali nel nostro presente.
Quante volte abbiamo pronunciato la frase “tutto è bene quel che finisce bene” senza sapere che proviene da una commedia shakespeariana, a sua volta ispirata alla novella di Giovanni Boccaccio ?
Il critico letterario statunitense Harold Bloom affermò che William Shakespeare aveva inventato “l’umano”, costruendo ed adattando alle situazioni i caratteri uniti alle forti emozioni. Il suo teatro rappresenta il mondo quindi.
Ora più che mai, chiusi dentro la morsa di un progresso che avanzando ingoia tutto, imprigionati dentro emozioni frammentate, nell’incertezza di un futuro che perde le forme, ora più che mai , dicevo, l’uomo ha bisogno di riscoprire i sentimenti più forti, di cercarsi dentro, di cercarsi nell’altro.
Come non ammettere che le sue figure ci rappresentano ?

La cinica Lady Macbeth, così lontana dallo stereotipo femminile di quell’epoca; la dolce Ofelia , che invece subiva il potere maschile; e che dire  della tragedia dell’ambizione ? Sì, il  Macbeth , che impersona personaggi che incontriamo spesso e che potrebbero benissimo pronunciare oggi queste parole "che sprone ha il mio disegno? L'ambizione, non altro. L'ambizione che da sola, saltando troppo in alto sulla sella, si disarciona"; purtroppo attuale è anche l’usuraio Shylock ne “ Il mercante di Venezia”, uomo crudele e senza scrupoli che per brama di denaro è capace di portare alla miseria chiunque.
Trovo bello pensare che sulla  vita privata del nostro genio si sappia poco , circolano aneddoti , si crea il mito, ma chi realmente parla di Shakespeare sono i suoi personaggi.
Le sue opere teatrali non riscontrarono subito il favore del pubblico, eppure il drammaturgo mostrò una buona intuizione e dose di coraggio e investì molto su quella forma d’arte e fece mettere in scene dalla più celebre compagnia le sue opere ( 38 meravigliose opere teatrali) .
Sono passati più di 400 anni dalla morte di Shakespeare e le frasi, gli aforismi , l’immagine del poeta viene piazzato su magliette e tazzine o usato per le pubblicità delle macchine, esposto continuamente da chi la poesia non sa cosa sia. 
Forse per gran parte delle persone è così, si lasciano piacevolmente ingannare, ma gli amanti del Maestro del teatro inglese se ne guardano bene dal mercificare in tal modo le sue parole. Lo shakesperiano doc cita le sue frasi nel silenzio e le cala come un'ancora a cui tenersi saldo, legge in solitudine i suoi sonetti e ci entra dentro, si emoziona e si diverte leggendo le sue commedie e si strugge fino alle lacrime leggendo i suoi drammi, va a cercare l’ironia del poeta nei momenti di sconforto, cerca i suoi personaggi tra la gente.

"la penna del poeta....dà a un nulla evanescente la dimora e il nome" William Shakespeare.


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